Mini-meringhe con cioccolato

Il giorno di Natale ho mangiato queste meringhette strabuone preparate da mia zia Marcella.
Ce le siamo letteralmente litigate, tutti i parenti lì presenti, ed è stato difficile anche riuscire a fotografarle prima che sparissero tutte eheheheh.
Ora, dopo aver sapientemente trascritto la ricetta e la delicata procedura per la preparazione posso dirvi come potete prepararle anche voi.

Ingredienti
4 albumi
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero a velo
100 g di cioccolato fondente a cubetti
2 noci di burro
1 pizzico di sale
(sac à poche)
(carta da forno)

Una una terrina profonda mettete gli albumi, il pizzico di sale e lo zucchero semolato.
Azionate le fruste elettriche e sbattete i tuorli con lo zucchero fino a che il composto non inizia a gonfiarsi.
Aggiungete ora lo zucchero a velo un poco per volta e sempre continuando a sbattere con le fruste elettriche. Dovrete ottenere una spuma gonfia, soda, bella ferma e bianchissima.
Ora disponete su una teglia grande un foglio di carta da forno imburrato e con l’aiuto di una spatola inserite la spuma in una sac à poche con il becco a stella. Spremete dei ciuffetti di spuma sulla carta da forno e mettete in forno a 100° per circa 2 ore.
La “cottura” delle meringhe, che poi non è una vera cottura quanto più una “asciugatura” degli albumi, ha bisogno di una temperatura non tanto alta e di tempi lunghi. Ovviamente il tempo dipenderà anche dalla grandezza delle meringhe, comunque potete sempre controllare lo stato anche più volte aprendo il forno. Anzi, sarà opportuno tenere il forno un po’ aperto se vi accorgete che all’interno di esso c’è umidità, poiché l’umidità NON deve esserci, altrimenti le meringhe non si asciugano.
Se vi accorgete che le vostre meringhe tendono a scurirsi allora dovrete abbassare ancora un po’ la temperatura (80° ad esempio) e prolungare il tempi di permanenza nel forno.
Quando sono pronte vanno lasciate raffreddare bene.
Una volta fredde sciogliete il cioccolato a bagnomaria in una pentolina con un po’ di burro.
Prendete le meringhe e immergete la loro punta nel cioccolato fuso, disponetele su un vassoio e fate asciugare il cioccolato.
Quando il cioccolato si è rappreso… divoratele prima che lo faccia qualcun altro!

“Il pranzo di Babette”

Sono certa che molti di voi conoscono questo titolo.
E’ un film del 1987 del regista danese Gabriel Axel, che ha trasposto in un lungometraggio l’omonimo racconto di Karen Blixen.
E’ un film che ha vinto numerosi premi tra i quali l’Oscar come Miglior Film Straniero.
E’ un film che mi piace tantissimo e in occasione di questo Natale mi è stato regalato in DVD da una amica carissima (che ha anche grande fiducia nelle mie doti culinarie… ehhhh, se non ci fossero le amiche…).
Se non lo avete mai visto (tra l’altro lo hanno dato in tv proprio la sera della vigilia di Natale!) vi consiglio di farlo.
Volete sapere cosa racconta?
Vi incollo la trama del film così come l’ho trovata in rete.
Ma la trama in sé non può soddisfare… è un film che va gustato e assaporato con calma come i prelibatissimi piatti preparati dalla protagonista.
🙂

Il Pranzo di Babette
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Alla fine dell’ottocento in
un piccolo villaggio della Danimarca vivono
due anziane sorelle, di nome Martina e Filippa. Figlie di un pastore protestante, dopo la morte di quest’ultimo, hanno ereditato la guida della locale comunità
religiosa respingendo le proposte di matrimonio e continuando a vivere una vita
semplice e frugale, per aiutare i compaesani in difficoltà. Un giorno si
presenta alla loro porta, stremata, la parigina Babette
Hersant, sfuggita alla repressione della Comune di Parigi, durante la quale il
generale Galliffet le ha fatto uccidere il
figlio e il marito. Babette viene accolta dalle due anziane signorine grazie
alla lettera di Achille Papin, un vecchio corteggiatore di una delle due, e si
guadagna l’ospitalità facendo da governante e contribuendo all’attività di
beneficenza.
Dopo quattordici anni da
Parigi arriva a Babette una grossa vincita alla lotteria. Le due sorelle
pensano che Babette userà i soldi per tornare in Francia, ma lei chiede di
poter dedicare un pranzo alla memoria del pastore loro padre, nell’anniversario
del centenario della sua nascita. Martina e Filippa, anche se lusingate, vedono
il banchetto come una minaccia alla loro vita tranquilla. I dodici invitati
arrivano e con loro il generale Lorens Lowenhielm, in gioventù spasimante di
una delle sorelle, che capisce subito che quello sarà un pranzo speciale.
Aiutati dalla bontà del cibo,
dall’atmosfera e dall’amore con cui i piatti sono stati cucinati da Babette,
tutti diventano gioviali e felici. Mentre i ricordi passati riaffiorano,
arrivano le splendide quaglie en sarcophage. Il generale racconta
del Café Anglais di Parigi, dove cucinava uno chef donna che
avrebbe fatto poi perdere le proprie tracce, una persona che riusciva con la
sua cucina sublime a trasformare un banchetto «in una avventura amorosa». I
commensali, seguaci di una vita priva di piaceri, saranno letteralmente sedotti
ed inebriati dal pranzo che Babette – è proprio lei la cuoca del Café
Anglais, ma loro non lo sanno – ha voluto organizzare per poter nuovamente
esprimere il suo talento di artista.
Dirà il generale durante il
brindisi, che a quel pranzo «rettitudine e felicità si sono baciate». Babette,
per procurarsi gli ingredienti, le bevande, i cristalli e le stoviglie, senza
dirlo a nessuno ha speso tutto il suo denaro e, nuovamente povera, rimane in
Danimarca – del resto, in Francia non ha più nessuno – ma, come lei sottolinea
alle due sorelle quando tutti gli invitati sono andati via ignari della sua
identità, «
un artista non è mai povero».


Pasta (della Vigilia) con carciofi e sogliola

Probabilmente in questo momento state finendo la cena della Vigilia di Natale.
Io ho appena terminato e mi prendo pochi minuti per postarvi SUPERRAPIDISSIMAMENTE la ricetta della pasta che ho preparato questa sera.
Semplice, delicata e buona.
E ancora un milione di Auguri di Buon Natale a tutti voi!
🙂

Per 4 persone
4 nidi di tagliolini all’uovo
3 carciofi
1 sogliola grande
1 spicchio d’aglio
1 limone
olio e.v.o.
sale & pepe

Lessate la sogliola con anticipo, pulitela ricavandone i filetti e fatela raffreddare.
Pulite i carciofi dalle foglie esterne e i loro gambi. Metteteli a bagno in acqua e succo di limone per non farli annerire.
In una padella antiaderente mettete un po’ d’olio, uno spicchio d’aglio e fate scaldare.
Quando l’aglio inizia a rosolarsi, tagliate piuttosto sottilmente i carciofi e i loro gambi e metteteli nella padella. Aggiungete un po’ d’acqua, mescolate, chiudete con un coperchio e fate cuocere mescolando di tanto in tanto (i carciofi devono restare umidi e non devono friggere perciò regolate voi l’acqua da aggiungere per far rimanere umido il condimento). Salate e pepate.
Dopo pochi minuti, quando la cottura dei carciofi è quasi ultimata, tagliate a pezzetti la sogliola, unitela ai carciofi e fate insaporire.
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e saltatela nella padella dando il tempo alla pasta di assorbire la parte liquida rimasta nel condimento.
Impiattate, sedetevi a tavola, accendete la candela di Natale e condividete questo momento nella gioia, magari con un buon vino bianco.
🙂

Riflessioni pre-natalizie e Auguri

Domani, anzi tra pochissimo, è la vigilia di Natale.
Qualche settimana fa mi ero proposta di darmi da fare in cucina in prossimità di queste feste.
Volevo preparare molti piatti in stile natalizio.
Volevo darvi consigli e qualche bella idea per i pranzi o le cene delle feste.
Volevo impegnarmi in particolare sui dolci, che mai fanno così piacere come in queste ricorrenze invernali in cui ci si ritrova a condividerli con amici e parenti.
Volevo soprattutto preparare dolcetti da affiancare al classico regalo, un modo per dire alle persone care di aver dedicato loro tempo e cuore.
Volevo fotografare alla grande le nuove creazioni dando prova dei miei passi avanti anche nel campo della fotografia.
Volevo poter arricchire il blog con molti nuovi e bellissimi posts.
Volevo persino cambiare il look del blog in occasione delle feste.
Volevo dimostrare di essere brava.
Volevo stupire.
Volevo strafare.
Non ho fatto nulla di quello che mi ero proposta.
Mi sono ritrovata arrabbiata e delusa per questo.
Ma per quale motivo?
In parte ne conoscete la ragione: impegni lavorativi, influenza, concorso ecc.
Ma poi?
Poi i regali di Natale ancora da acquistare e le ultime giornate (intere!) passate in giro e di corsa per vedere, farsi un’idea, scegliere, comprare.
Ed ecco che non c’è rimasto altro tempo.
Anzi, sì, un ultimo tempo c’è.
Il tempo che è stato oggi e che sarà domani.
Ma, pensandoci bene, ho infine scelto di impiegarlo in altro modo: anziché rinchiudermi in cucina per dimostrare al mondo non si sa che cosa… ho scelto di dedicarlo ad alcune persone che non ho molte occasioni di frequentare e che forse hanno bisogno anche della mia amicizia e della mia presenza.
Perché in fondo il Natale è questo: riconoscersi piccoli in un “piccolo”, in un bambino che ci ricorda che abbiamo bisogno di essere amati e che per questo abbiamo bisogno di amarci a nostra volta.

Ok, ora che sono davvero andata fuori tema rispetto a quello che ho deciso di raccontarvi in questo blog (ma ho confidato nella vostra pazienza 😛 ) vi saluto…

Ovviamente vi lascio qui i miei più affettuosi e sinceri auguri di Buon Natale e Buone Feste!
A presto e auguri di cuore a tutti voi!

Valentina

Pasta al sugo con carciofi

Stamattina grandi giri in centro per comprare gli ultimi regali di questo Natale che ormai sta già pesantemente bussando alla porta.
E una volta tornata a casa – ovviamente di corsa – mi sono accorta che c’era solo il tempo per una preparazione non troppo elaborata. Allora la scelta è caduta sulla pasta ai carciofi con una ricetta semplice che ormai da tempo usiamo in casa. Si tratta di un semplice sugo di pomodoro con carciofi ma io lo trovo buonissimo. Spero che piaccia anche a voi!

Per 4 persone
320 g di penne rigate
3 carciofi
250 g di pomodori pelati
1 cucchiaio di capperi
1 limone
un quarto di una cipolla media
parmigiano grattugiato q.b.
olio e.v.o.
sale

Iniziate con il mondare e pulire i carciofi e i loro gambi. Irrorate la superficie con del limone e metteteli in una ciotola con acqua e succo di limone per non farli annerire.
Tritate molto finemente la cipolla e mettetela in una pentola con un po’ di olio e fatela appassire a fiamma bassa.
Dividete a metà i carciofi, tritale questi e i gambi a listarelle sottili e versateli nel tegame. Alzate la fiamma e fate rosolare a fuoco vivace per qualche minuto mescolando continuamente.
Aggiungete un cucchiaio di capperi (se avete capperi sotto sale allora ricordatevi di dissalarli sotto l’acqua prima di aggiungerli) e fate cuocere ancora il tutto per due minuti.
Unite i pomodori pelati schiacciati con una forchetta o passati nel passapomodoro, abbassate la fiamma e fate cuocere per 10-15 minuti aggiustando di sale.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e unitela al condimento. Aggiungete il parmigiano a vostro piacimento, mantecate bene, impiattate e servite.

CONSIGLIA Frullato energetico