Senza troppe scuse…

Lo so, sono ormai un po’ di giorni che non mi faccio sentire perché… non lo so perché.
Avrei pure alcuni post mezzi pronti con tanto di foto già inserita, ma non riesco a trovare la minima concentrazione per portarli a termine.
Si dice la stanchezza. La devastante stanchezza psico-fisica di fine febbraio, di metà anno.
Metà anno a febbraio, sì, perché essendo insegnante per me l’anno inizia a settembre e a fine febbraio-inizi marzo c’è il calo.
Mi stupisco solo di stare ora scrivendo questo post, ma navigando un po’ nel web ho trovato un sito che mi ha ridestato e mi ha dato un attimo di slancio, soprattutto per raccontarvi un fatto increscioso (ma a me, ripensandoci, viene da ridere eheheh) che si è verificato qualche tempo fa.
La farò breve, tranquilli.
Circa un mese fa mi rimetto in contatto con una compagna di scuola e scopro che, tra le tante altre cose, ha frequentato un corso di pasticceria di un certo prestigio e ora ha, sa usare e conservare il lievito madre, inoltre mi informa che ne ha tanto in casa e che è felice di regalarmene un po’.
Il lievito madre!!!
Un sogno per ogni cuochetta agli inizi!
Pur non sapendo minimamente come gestirlo, accetto di prenderne un po’ e mi scarabocchio qualche indicazione su come farlo arrivare al giorno dopo per poter preparare qualcosa.
Ecchevelodicoaffà?
L’esperimento è miseramente fallito.
Al giorno dopo il lievito madre che ho preso non ci è arrivato.
Poverino… 🙁
Che desolazione!
Ho anche provato a prepararci qualcosa, anche se avevo l’impressione che non avrebbe funzionato e infatti l’impasto è finito dritto dritto nel secchio con grande dolore e costernazione.
Ho intenzione però di riprovarci, magari seguendo i consigli con maggiore diligenza… 😛

E per quanto riguarda il lievito madre mi sono sempre chiesta come fare per trovarlo, dove andare a chiedere, a chi chiedere… amica a parte!
Beh, ecco qui il sito di cui parlavo prima: http://www.pastamadre.net/
Se vedete all’interno c’è una sezione riguardante gli SPACCIATORI di Lievito Madre!
In tutta Italia!!! Fantastico…
Anzi, vi chiedono pure se volete diventare “spacciatori” anche voi!
Mi sa però che non mi arruoleranno mai nelle loro fila, ahahah 😀
😉
Ciao e a presto!

V.

Tonno con i piselli

Oggi giornata iniziata malino perchè:
1) ho dormito male stanotte,
2) è un sabato in cui sono dovuta andare al lavoro, quando il sabato è il mio giorno libero,
3) ho una valanga di lavoro arretrato e nuovo da fare a casa per conto mio,
4) diluvia a più non posso e fa freddo.
Diciamo che basta così.
Eppure, in questa giornata che si preannunciava -accia -accia c’è stata una svolta.
Tornando a casa ho trovato il pranzo pronto, e che pranzo???
Un piatto che sin da piccola ADORO con tutti i pori della mia pelle!
Ora uno chissà che si aspetta, invece questo tonno con i piselli è una cosa semplice e forse pure un po’ “triste visto che il tonno è quello in scatola“… o almeno questo è stato il commento che ho sentito tempo fa da una persona.
Vabbè, a me non importa se lo ritenete triste, povero o sciocchino.
A me questo tonno con i piselli piace da matti e mi risolleva il morale. 🙂

Per 4 persone
500 g di piselli surgelati
300 g di tonno sott’olio sgocciolato
1 barattolo di pomodori pelati (400 g circa)
1 spicchio d’aglio
olio e.v.o.
sale

In una padella mettete un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio e fate insaporire. Unite i pomodori pelati dopo averli passati al passa-pomodoro, salate un po’ e fate cuocere qualche minuto.
Aggiungete i piselli surgelati, mescolate e fate cuocere i piselli. A cottura quasi ultimata unite il tonno a pezzi, mescolate e fate insaporire il tutto per qualche minuto a fuoco moderato.
Aggiustate di sale se occorre, ma assaggiate prima perché il tonno sott’olio è piuttosto sapido e potrebbe non servire l’aggiunta ulteriore di sale.

Dolce all’arancia

Lo so che quando si apre il post di un food-blog, dove c’è una foto che campeggia in bella mostra, la prima cosa che interessa è proprio quella di aspettarsi che la foto, messa lì per fare un po’ gola alla gente che guarda e che legge, ritragga un soggetto culinario mooolto invitante.
E so benissimo che questa foto non rientra in tale genere di categoria, per di più non rende neanche onore a quello che mostra.
Ma che volete farci? La fretta è nemica della bellezza, a volte.
Parliamo oggi di un dolce all’arancia, soffice e molto profumato.
Una nuvoletta delicata, anche se non sembra.
E mi domando come possiate fidarvi riguardo il fatto che dentro c’è proprio l’arancia, che non si vede.
In realtà avevo in mente di adornare la porzione di dolce, magari sopra un bel piattino, con due mezze fettine di arancia zuccherata. Così sì che si capiva!
Forse non ci si credeva ancora, ma già era un passo avanti.
Beh, dicevo, colpa della fretta… e mentre io continuo a sognare il momento in cui riuscirò, tra tutte le mie innumerevoli attività quotidiane, ad avere il tempo per decorare al meglio i miei piattini vi saluto.
Vado a gustarmi la mia dolcezza all’arancia.
Bye bye!!!

Per 8-10 persone
300 g di farina
250 g di zucchero (ma anche un po’ di meno, se amate i dolci non molto dolci)
100 g di burro
2 uova
2 arance non trattate (scorza grattugiata e succo)
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
latte q.b.
zucchero a velo per decorare

Mettete in una ciotola il burro a pezzetti e lasciatelo stiepidire a temperatura ambiente, poi iniziate a lavorarlo con una forchetta o con la frusta elettrica. Quando il burro è cremoso unire lo zucchero, il pizzico di sale, la vanillina e la scorza grattugiata delle arance. Incorporate allo zucchero poi unite le uova, una alla volta, sbattendo con la frusta elettrica in modo che il composto risulti liscio. Inserite parte della farina e quando l’impasto inizia ad indurirsi versateci il succo di arancia, filtrato attraverso un colino, e un po’ di latte. Fate in modo che la parte liquida complessivamente inserita non superi i 180 ml. Sempre lavorando l’impasto con la frusta incorporate la restante farina e alla fine il lievito.
Ungete con un po’ di burro una teglia da forno antiaderente e apribile, versateci tutto il composto, livellate e cuocete in forno già caldo a 180° per 30 minuti (controllare con lo stecchino).
Quando è pronta lasciatela raffreddare, disponetela su un piatto e spolverizzate con zucchero a velo.
Ottima da servire con un tè caldo!

“Finta” carbonara

Sempre in tema di ricette senza uova – perché mi capita sempre più spesso di conoscere persone con intolleranze alimentari di qualche tipo – ecco una rivisitazione di un piatto romano classico e molto amato, la pasta alla carbonara!
La cremosità giallina dell’uovo è sostituita da quella di una mantecatura con ricotta e zafferano. Vi piace l’idea?
Ah! Un’altra cosa. Dato che sto facendo una finta carbonara non esito ad usare la pancetta, visto che il guanciale oggi a casa non ce l’ho. 😉

Per 4 persone
380 g di vermicelli
200 g di ricotta
150 g di pancetta
una bustina di zafferano
parmigiano grattugiato q.b.
acqua di cottura
olio e.v.o.
sale & pepe

Mentre fate bollire l’acqua e cuocete la pasta, mettete in un altro tegame un filo d’olio e la pancetta tagliata a dadini e fatela cuocere rosolandola un po’ senza farla bruciare.
Nella ciotola dove condirete la pasta lavorate un po’ la ricotta con una forchetta aggiungendo un po’ di sale. Sciogliete lo zafferano in qualche cucchiaio di acqua di cottura e appena prima di scolare la pasta unite alla ricotta nella ciotola, la pancetta, lo zafferano sciolto e il parmigiano. Amalgamate bene il tutto e versateci la pasta scolata. Mantecate rapidamente aggiungendo, se occorre, un altro po’ di acqua di cottura, e date una spolverata di pepe, se lo gradite.
Buon appetito!!!

Risotto al radicchio di Chioggia

Quando si parla di “abitudini” culinarie acquisite in famiglia si parla inevitabilmente anche di piatti o prodotti che non vengono mai cucinati un po’ per tradizione, un po’ per pigrizia.
E’ il “mio” caso del radicchio rosso di Chioggia.
Ci siamo abituati, a casa, a usarlo poco perché quando ero piccola a me non piaceva, lo sentivo troppo amaro al gusto. Quindi è rimasto in uso solo da crudo nell’insalata mista.
Una volta questo bel radicchietto ha fatto un’incursione in mezzo a degli straccetti di manzo, ma poi non si è fatto più vedere di nuovo per lungo tempo.
Ma ormai sono un po’ di giorni che penso di comprarlo e di prepararci qualcosa, e così oggi per pranzo…
risotto al radicchio!

P.S. Chissà che non arrivino anche altre preparazioni con il radicchio, ora che ho preso il via 😉

Per 4 persone
300 g di riso per risotti
300 g di radicchio di Chioggia
2 salsicce
1 bicchiere di birra rossa
500 ml di buon brodo vegetale
parmigiano grattugiato q.b.
olio e.v.o.
sale

Tenete a disposizione del brodo vegetale caldo quando vi apprestate a preparare il risotto.
Private le salsicce della pellicina e tritatele. Pulite il radicchio e tagliatelo a listarelle sottili.
In un tegame mettete un filo d’olio, fate scaldare e aggiungete le salsicce. Cuocete per 2-3 minuti a fiamma bassa mescolando per evitare che la salsiccia diventi croccante, poi unite il radicchio, mescolate e fate appassire sempre a fiamma bassa.
Quando il radicchio è appassito unite il riso e fate tostare per circa 2 minuti, poi aggiungete la birra, alzate la fiamma e fate evaporare bene, continuando a mescolare.
Quando il liquido si è asciugato unite un po’ di brodo e proseguite la cottura del risotto continuando a mescolare ogni tanto e ad aggiungere altro brodo quando il liquido nel tegame si sarà asciugato.
Salate durante la cottura. A cottura ultimata, spegnete la fiamma, versateci il parmigiano e mantecate.
Servite il risotto, gustatelo e accompagnatelo bevendo una buona birra rossa.

Che dire… è BUONISSIMO!!! 😀

CONSIGLIA The Original New York Cheese Cake