Pesto di primavera

altrimenti detto… pesto di foglie di ravanello!

Qualche tempo fa la carissima e brava Francesca, meglio conosciuta al mondo del web come La gatta col piatto che scotta ha avuto una brillantissima idea all’insegna dell’anti-spreco e ha preparato un pesto con delle belle e ballerine foglie di ravanello (per il suo post cliccate qui! …cara Francesca, un’idea apprezzatissima. Grazie! :)).

E come potevo io ignorare una ricettina così facile e curiosa?
Perciò quando mio padre, un po’ di giorni fa, è tornato dal mercato con due rigogliosissimi mazzetti di ravanelli, non ci ho pensato due volte e ho preparato questo delicato pesto.
Anche all’occhio è bellissimo! Ha una tonalità di verde più brillante del pesto di basilico o del pesto di rucola e ha un saporino delicato e buono buono.
E fin troppo entusiasmata da questo risultato mi sono lasciata prendere da un vero raptus fotografico e, come potete vedere, ho dedicato a questa salsetta una mezza galleria di foto (…di solito ne metto solo una o due di foto, appunto!) 😛
In compenso, però, vi risparmio le foto della pasta condita con tale verdolina delizia 😉 ma sappiate che ci ho fatto dei classicissimi spaghetti che si sono improvvisamente ritrovati tutti di verde vestiti.
Ed erano tanto belli e felici! Oltre che buoni, ovviamente! 😉

…cara Francesca, un’idea apprezzatissima. Grazie! 🙂

Per 2 persone
180 g di pasta a scelta
40 foglie circa di ravanello
20-30 g di pinoli (o mandorle)
olio e.v.o.
qualche chicco di sale grosso
parmigiano reggiano grattugiato q.b.


Tostate i pinoli (o le mandorle) per 5 minuti su una padella a fiamma moderata e fateli freddare bene.
Lavate delicatamente e accuratamente sotto l’acqua le foglie di ravanello (pungono un pochino ‘ste foglioline 🙂 eheh) e mettetele ad asciugare su dei fogli di carta assorbente. Mettete per una mezz’ora il recipiente e le lame del frullatore nel freezer, poi inseritevi i pinoli, le foglie spezzettate con le mani, l’olio, il parmigiano e il sale grosso. Frullate a scatti per non far scaldare troppo il pesto. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e preparate in una ciotola il condimento mescolando il pesto, un po’ di acqua di cottura. Aggiustate anche di sale se necessario. Scolate la pasta e conditela nella ciotola.

P.S: Io questa volta ho usato i pinoli , ma credo che proverò presto anche la versione con le mandorle, dato che queste sanno regalare così tante e buone sorprese… 😉

Buona Pasqua!

Senza categoria | 20 aprile 2014 | By

🙂

Risotto con asparagi, mandorle e limone

Chi frequenta questo blog da qualche tempo forse avrà intuito che ho un debole per la frutta secca, in particolare per le mandorle. 🙂 Spesso le uso all’interno delle preparazioni soprattutto dolci, ma sto scoprendo quanto queste possano combinarsi benissimo ad altri ingredienti anche all’interno di preparazioni salate. A questo proposito, sapete già che ho scoperto una accoppiata davvero sensazionale, quella degli asparagi con le mandorle. Ebbene, data l’inattesa bontà della loro combinazione di sapori continuo a cavalcare l’onda proponendo questa volta un primo piatto rigorosamente gluten-free. Un risotto, ma un risotto che denominerei “fior di primavera” nei colori, nel gusto e nella leggerezza. Qui, al sorprendente gemellaggio degli asparagi con le mandorle, ho aggiunto la nota fresca e agrumata del limone rigorosamente non trattato. In assoluto da provare per lasciarsi piacevolmente stupire. :)))

Per 2 persone
160 g di riso
20-30 asparagi
30 g di mandorle spellate e qualche mandorla a scaglie
brodo vegetale leggero (o acqua calda)
cipolla q.b.
un goccio di vino bianco
limone non trattato
parmigiano grattugiato
olio e.v.o.
sale
(burro per mantecare)

In una padella tostare le mandorle intere per pochi minuti facendo attenzione che non si scuriscano troppo poi fatele raffreddare bene e quando sono fredde tritatele finemente. Tostate anche le mandorle a scaglie, sempre a fuoco moderato, per alcuni minuti senza farle scurire troppo e tenete da parte.

Tagliate via dagli asparagi l’estremità legnosa del gambo poi lavateli delicatamente sotto l’acqua corrente. Quindi radunateli a mazzetto allineando le estremità e legateli con un elastico. Metteteli in piedi in una pentola alta con poca acqua, coprire con un coperchio, fate andare a ebollizione l’acqua e cuocete gli asparagi al vapore. Quando sono cotti disponeteli su un piatto per farli raffreddare un po’.
In un bicchiere stretto e alto mettete metà degli asparagi tagliati a pezzi, unite un po’ di acqua di cottura, un po’ d’olio, sale e con un frullatore a immersione riduceteli ad una crema. I restanti asparagi tagliateli a pezzetti: conservate da parte alcune punte per la guarnizione dei piatti, mentre il resto, insieme alla crema servirà per la cottura del riso.
In un’altra casseruola mettete un trito sottile di cipolla con un po’ d’olio a stufare dolcemente, poi unite il riso e fate tostare. Sfumate con un po’ di vino bianco e aggiungete un leggero brodo vegetale (o acqua calda) per la cottura del riso. A metà cottura unite la crema di asparagi, le mandorle frullate, altro brodo e aggiustate di sale. Quando il riso è quasi cotto inserite anche gli asparagi a pezzetti, un po’ di scaglie di mandorla, un cucchiaio di succo di limone e  la scorza di limone grattugiata. 
A cottura ultimata, se lo desiderate, mantecate il risotto con un po’ di burro e del parmigiano grattugiato e fate riposare il risotto per 2 minuti. Servite guarnendo il piatto con le punte di asparagi, le mandorle a scaglie e della scorza di limone grattugiata.



Con questa ricetta partecipo al contest Per un pugno di mandorle del blog Cardamomo & co.

e di nuovo propongo la ricetta per la raccolta Happy caLOWries sempre del blog Cardamomo & co.

…e pastiere so piezz e core!

Aria di Pasqua = aria di pastiera.
Sì sì sì, perché per me da anni  l’arrivo della Pasqua coincide con il giorno in cui posso mangiare una pastiera strepitosa preparata da mia cugina Tiziana che – per l’occasione – di pastiere ne fa in quantità industriali in modo da deliziarci tutto il parentado.
Avete capito bene, io la pastiera la mangio solo a Pasqua e (dopo i vari assaggi negli anni passati) mangio solo quella di mia cugina Tiziana. Perché la sua pastiera è una cosa sacra, eh! E anche se nessuno in famiglia vanta origini partenopee, in quel di Napoli e dintorni qualcuno avrebbe di che invidiarci a tal proposito.
Però con tutto ‘sto gran da fare tra i fornelli qui nel blog, mi pareva doveroso osare affrontare la situazione, e tentare anche io la preparazione di questa torta fantastica, ma – ho pensato – facciamo che sia con un certo anticipo rispetto alla Pasqua a scopo puramente precauzionale, insomma. Per dire, giusto una preparazione di prova, ecco, cosicché se non riesce bene non si sfigura poi tanto… 😉
Perciò ecco qui che quest’anno, per la prima volta, mi sono decisa a chiedere e, in un certo modo, ad ereditare questa ricetta… et voilà!
Devo dire però che nonostante i dubbi e le perplessità emerse durante la preparazione (l’ignoranza può far andare nel panico…), il risultato è stato fantastico!!!
Una pastiera bella e buonissima, con una cottura a regola d’arte, una consistenza perfetta nel guscio di frolla, nell’interno giustamente morbido e umido, ed un giusto equilibrio di sapori.
Voi mi direte che è pesante con tutto quel ben-di-Dio che vi è all’interno, ma io vi dico: “Mah, sarà! Ma a me scende giù che è un piacere e sono in grado di mangiarne parecchia, ecco, diciamo “parecchia“! 😉
Insomma, con questa bella ricetta, ora sì che siamo pronti al pranzo di Pasqua, perciò al lavoro – ché un pochino di tempo ci vuole sì per farla – e buona Pastiera a tutti! 🙂

Per la pasta frolla 
500 g di farina
250 g di burro
180 g di zucchero
1 uovo più un tuorlo
1 pizzico di sale
scorza di limone e arancia grattugiata

Preparate la pasta frolla alla maniera classica. Se avete bisogno di istruzioni leggete qui!

Per il ripieno
400 g di grano già cotto
150 ml di latte
250 g di zucchero
400 g di ricotta di pecora
4 uova
30 g di scorza di arancia candita
30 g di scorza di cedro candito
scorza di limone grattugiata
1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio
1 bacca di vaniglia
1 pizzico di cannella in polvere (facoltativo)
zucchero a velo q.b. (per decorare)

Iniziamo con qualche consiglio
Per facilitarvi la preparazione potete usare il grano già cotto che si trova in vendita nei supermercati o nei negozi di gastronomia specializzati. Per quanto riguarda i canditi invece non comprate quelli già tagliati a cubetti che vendono nei supermercati. Cercate in una buona gastronomia delle scorze candite a pezzi e tagliateli voi a dadini. Usate le uova a temperatura ambiente. Se non avete la vaniglia (ma è facile da trovare ormai) usate la vanillina, ma io dico, usate la vaniglia! 🙂
Avrete bisogno anche di uno stampo da pastiera che ha i bordi più alti del classico stampo da crostata. Imburrato e infarinato, ovviamente. 😉
Ultimi consigli, usate della ricotta buona, di qualità, freschissima e preparate la pastiera con qualche giorno di anticipo rispetto all’utilizzo (pastiera= past + ieri) poiché posando gli ingredienti tenderanno ad amalgamarsi e a fondere meglio i loro sapori. Non conservare in frigorifero!
Ah, dimenticavo! La farcia ha una consistenza piuttosto fluida quando la inserite nello stampo, non abbiate paura poiché in cottura si solidifica un po’. 🙂

Preparazione
In una pentola mettete il grano cotto, il latte, il pizzico di sale, la scorza di limone e un cucchiaio di zucchero prendendolo dai 250 g del ripieno. Fate cuocere per 10-15 minuti in modo che si ottenga una specie di crema ma senza far spappolare del tutto il grano poiché è bene che mantenga un po’ di consistenza. Fate raffreddare bene.
In un’altra ciotola mescolate la ricotta passata al setaccio, i tuorli e lo zucchero, poi unite i semini della vaniglia, (la cannella se volete), l’arancia e il cedro canditi a pezzetti, l’acqua di fiori d’arancio e infine la crema con il grano. Montate a neve gli albumi e uniteli al resto della farcia incorporandoli delicatamente con movimenti circolari dal basso verso l’alto. Fate riposare il composto in frigorifero per un’ora. Stendete la frolla e rivestite la tortiera imburrata e infarinata. Tagliate l’eccesso sui bordi e bucherellate la pasta. Versate il ripieno fino quasi all’orlo. Ricavate delle strisce di pasta e decorate la superficie. Cuocete in forno caldo a 180° per 50 minuti circa. Poi spegnete il forno e lasciate in forno per un’altra mezz’ora. Estraete dal forno e fate raffreddare bene il dolce prima di toglierlo dallo stampo. Spolverizzate la superficie con lo zucchero a velo. Servite il giorno dopo.

Smoothie fragoloso

Cari tutti, sono ormai passati un bel po’ di giorni da quando ho postato l’ultima ricetta…
Ho passato dei giorni pienissimi di impegni che mi hanno tenuto fuori casa da mattina a sera tardi e non sono riuscita ad avvicinarmi ai fornelli. 🙁
In questo weekend ho provato a recuperare un pochino (evviva!!!), ma anche per elaborare le foto, sceglierle e scrivere un post di tempo ce ne vuole, perciò dovete aspettare ancora un pochinino pochinino! 🙂
Questo per spiegarvi che oggi torno a darvi un super-rapido saluto – e l’appuntamento a prestissimo con preparazioni buone, golose e primaverili 😉 – in un post che non è una vera ricetta, ma che è solo un’idea per prepararsi una merendina sana in questi pomeriggi ormai caldini. 😉

L’occasione me l’hanno concessa due cestini di fragole strepitosamente buone, dolci e profumate che mi sono state portate da Policoro, una località in provincia di Matera che (ora so) è rinomata per le fragole.
Dopo aver mangiato le fragole a pranzo, essendone avanzata qualcuna, ho pensato di farci una bibita per merenda, allora se volete una bibita fresca e cremosa anche voi e avete delle fragole buone, dolci e saporite fate così…

Prendete 1 vasetto di yogurt neutro, 8 belle e grandi fragole, un cucchiaio di zucchero, qualche goccia di limone e una grattugiatina della scorza di limone. Frullate tutto nel frullatore, poi mettete in frigorifero per almeno un’ora per far sì che tutto sia ben freddo.
Bevete e fate una fresca merenda! 😉

Ciao a prestissimoooo!!!

CONSIGLIA Pizza tonno e cipolla